INFO UTILI
Il formato della sceneggiatura: le regole che contano
Il formato sembra una formalità e invece è un'unità di misura: una pagina impaginata come si deve vale circa un minuto di film.
Perché esiste
Il formato standard nasce in produzione: serve a contare. Quante pagine, quanti minuti, quante giornate di ripresa, quante notturne.
È anche il motivo per cui un testo impaginato in modo personale mette in allarme chi legge, anche quando è scritto bene: significa che i conti non si possono fare.
Le parti di una pagina
L'intestazione di scena, in maiuscolo: interno o esterno, dove, quando.
L'azione, al presente, solo quello che si vede e si sente. Il nome del personaggio, la prima apparizione in CAPS LOCK. Il dialogo, in una colonna più stretta e centrale. Un'espressione scritta fra parentesi.
Le regole che contano davvero
Carattere a spaziatura fissa da dodici punti, del tipo Courier New.
Niente movimenti di macchina, a meno che non sia tu a dirigere il film. Niente pensieri che non si possono vedere.
Quale programma usare
I programmi dedicati fanno l'impaginazione da soli: Final Draft è lo standard delle produzioni, e ti consiglio di usare quello.
Qualunque sia il programma, si consegna in PDF: è l'unico modo perché la pagina arrivi come l'hai lasciata.
Nota bene
La scrittura di una sceneggiatura è, in un certo senso, soggettiva. Bisogna sì rispettare alcune regole, ma devi anche metterci del tuo, in questo caso.
Non ci sono regole predefinite per questo. Se l'intento viene espresso in maniera intelligente, e soprattutto se si capisce, allora va bene. Non arrovellarti il Gulliver!